Background: Ajeje Brazof è nato negli USA in un ghetto malfamato dove l'unica possibilità di sopravvivenza era quella di seguire le orme della sua famiglia. Si trova in una famiglia composta da 7 fratelli e 2 sorelle e lui risulta essere il figlio medio della famiglia. I suoi primi problemi si inizano a vedere fin da subito. All'età di 10 anni inizia a capire che la sua famiglia e la sua provenienza gli stavano stretti stava iniziando a rinnegare le sue origini. Non sopportava il fatto che il padre è un alcolizzato che non faceva altro che maltrattare i suoi fratelli e la madre, non avendo un lavoro fisso, costringeva le sue due figlie a fare lavori poco dignitosi per avere la possibilità di comprarsi qualche bottiglia in più. Ajeje inizia a sviluppare un profondo odio verso il padre, verso il suo quartiere dove appunto riusciva solo a vedere la malasanità e il disinteresse verso le persone da parte del vicinato.Era spinto da un senso di odio non solo forte ma anche deciso verso il padre tant'è che all'età di 16 anni decise di denunciare le violenze del padre alla polizia per farlo arrestare.Da quel momento in poi tutto cambiò. La sua famiglia lo vedeva come un traditore nonostante lui voleva solo salvare la sua famiglia dalle condizioni nella quale versava fin quando, durante una normale giornata liceale, vide il padre aspettarlo in auto fuori il suo liceo. Il padre avvicinò Ajeje e gli disse: so che mi hai denunciato e per questo ti perdono, ma da ora devi scegliere, o resti con me e stai alle mie regole o lasci la mia casa. Ajeje replicò scegliendo di lasciare la casa. L'idea di sottostare ad una persona tanto brutale quanto falsa e soprattutto inutile e riprorevole quanto il padre, gli dava la nausea. Iniziò a vivere per strada, fece i suoi primi lavori e abbandonò la scuola fino a quando non gli si presentò un'opportunità che lui sapeva sarebbe stato quel famoso treno che passa una sola volta nella vita. Doveva essere un mercenario e volare a LemonCity per portare rigore e far capire a tutti chi fosse Ajeje Brazof. Doveva far capire che da dove arrivava lui le cose si facevano in maniera seria e non era un gioco, il suo motto è sempre stato "plata o plata". Per lui le pallottole non solo non erano necessarie ma erano fini a se stesse. Questo ovviamente non significa che lui non sappia come utilizzare un'arma, anzi la sua discrezione e la sua scelta nel non volerla utilizzare alla prima occasione fa di Ajeje un uomo divenuto ormai uno stratega nelle trattazioni e nella ricerca di nuove opportunità. Il sogno di Ajeje? Diventare imprenditore. Una cosa e certa, Ajeje farà grandi cose con e per LemonCity.